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Dubbio
Il filo tenue s'allenta sempre più
il corpo tiene alta la sua lira e la musica
raggiunge il livello dell'inondazione del ‘51
ma la mente è stranamente stracca, piena di
nenie, di altri oggetti del vivere,
di no e di si senza alcun senso e diversi tra loro
come contraddizioni che non contraddicono
è la mente il fenomeno rabbioso
la marea lancinante che non sommerge più niente-
scogli troppo lontani per raggiungerli, sabbie sporche
di vetri sprangati, acidi e cancri fetidi
non più dal cuore controllabili e dai semplici
muscoli che pure ancora lavorando si dannano
con le tossine, le verdi mischie vegetali e
le carni ancora rosee di una
straordinaria "lei" –
altissime le onde dei nervi, le secche notturne,
le maligne lune morose di una fortuna
che non s'è fatta vedere mai – inseguo i mostri
fin dentro il cervello, nei meandri e nelle
circonvoluzioni, lì dove sembrano annidati
miserabili Landrù – che ingegno, uccidere,
rubare, l'anima affilare nelle unghie,
che goduria, che sentimento cannibale...
quello che tiene insieme corpo e mente, carne e niente,
non è più vero di un chiodo o di uno spillo – parte bene chissà,
poi strappa e scatta e lacera –
dubbio, incertezza, malattia la chiamo,
è invece solo
la fine di tutto.
Saluto
Il mio tempo è poco e già sta per scadere
annulla la volontà il vento delle sfere
monti la pena la sua luce fredda
il nero corpo terrestre
in attesa con me stesso vado
nel sempre e nel mai
dove le lune sono più che una sola
e i pianeti infranti, e i tanti
caduchi e sfatti nel seno e nel ventre
uomini / donne nella nuvola
di una verità – là anche io
con ferme ragioni in luce in ombra
con le briciole delle parole dalla tavola cadute
della mia sola mente
senza lettori, senza eventi, senza
più favole, più niente
Vale !
Vecchio pescatore
Come rondone o passero
il nembo e la tempesta sente venire
il vecchio pescatore:
prima che rabbuffi
posa le reti, e furibondo
caccia i ragazzi
che rubano fiori di loto.
Curva e grigia alla luce di lago
da un'antica gioventù mai goduta
sta la sua vecchia a rammendare
sulla sedia di paglia.
Ora ride ché ha l'asso di briscola,
batte il tavolo a chiedere vino –
ma scolorito dal vento d'estate
un giorno anche lui
operaio non nato per caso
fu davanti alle porte della patria,
nuvolosa
Mantova parve al tedesco
e tutto il Mincio
intorno alla città si curvava.
Metafisica quotidiana
Non c'è mondo al di fuori
del mondo, di questo
unico e travagli oso –
non c'è vita al di fuori
della vita, nello spazio, in questo
buco nero dove annaspa
un solitario del quando e del chi –
niente al di fuori
del come siamo, in tutto
un pensato impensabile:
tu lo chiami fede, io mistero
e chi è sull'orlo attende.
Gilberto Finzi (da "La ventura poetica" 2002)
Gilberto Finzi è nato a Mantova nel 1927 e vive da decenni a Milano. Laureato in Lettere Moderne ha insegnato e si è occupato di formazione aziendale, lavorando infine in campo giornalistico ed editoriale. Come critico letterario ha collaborato a vari quotidiani: "Il Giorno", "Avvenire", "Corriere della sera". Ha collaborato con saggi critici e interviste al mensile "Millelibri" e ad altre riviste letterarie e di arte.
Ha curato (inizialmente con Franco Fortini) una serie di trasmissioni radiofoniche dedicate a Poesia e Resistenza. Attualmente condirige il periodico "Testuale".
Moltissime le sue opere saggistiche sulla poesia e la narrativa dell'Ottocento e del Novecento. Ha curato e prefato con materiali inediti e ricerche originali due grandi antologie: "Novelle italiane, l'ottocento" e "Novelle italiane, il novecento" (quattro volumi, editi da Garzanti). Per i Meridiani Mondadori ha curato, prefato e annotato l'opera omnia "Poesia e discorsi sulla poesia" del premio Nobel Salvatore Quasimodo.
Non conoscevo Gilberto
Non conoscevo Gilberto Finzi come autore di poesie e devo dire che sono molto entusiasta di averlo letto. I suoi versi sono straordinariamente interessanti e riflessivi. Trovo in ognuna di esse una profondità di introspezione altamente suggestiva.
Nella poesia "il dubbio" affascinano i versi quando scrive:
"ma la mente è stranamente stracca, piena di
nenie, di altri oggetti del vivere,
di no e di si senza alcun senso e diversi tra loro
come contraddizioni che non contraddicono
è la mente il fenomeno rabbioso".. così come affascinante è il pensiero che trasmette nella poesia "il Saluto" quando scrive:
" in attesa con me stesso vado
nel sempre e nel mai"... Per poi restare estasiati nel leggere "Metafisica quotidiana" che la trovo semplicemente stupenda.
Davvero una grande lettura. Grazie per avercela proposta.
Redattore AM
E io ero ferma alla sua
E io ero ferma alla sua conoscenza come critico letterario infatti e invece scopro
solo ora che è anche poeta
Molto interessante Metafisica quotidiana
dove evidenzia due punti di vista, quello di chi ha fede e quello di chi pensa
che tutto sia un mistero. Per gli altri non c'è collocazione, ma solo l'inevitabile attesa
Redattore di AM