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Collage
Assurdo “ Nell’impero della luce”
Ridda di nuvole e oscurità buia
E Solitaria è l ‘ombra che ricuce
Un’essenza di vita rara e fuia
La desolata e nascosta presenza
Del mistero in quegli osculi s’aggira
Genera dubbio l’ allucinata assenza
Di un cuore sordo che angoscia respira
Si corre ansanti , felici fra i sassi
Ma quando l’anima è in fauci al demonio
Senza risparmio si muovono i passi
Si scopre che nessuno è patrimonio.
Avvolto di un livido e nero velo
Il buio tetro sposa il diurno cielo.
In questo sonetto ho cercato di dipingere Magritte scrivendo Hesse nello scenario del contrasto della vita umana.
Di Magritte mi piace immaginare la bellezza o presupporre la pochezza e il torbido sotto i suoi teli , il non esitare nel dubbio e nel mistero , perchè il vero problema ce l'ha il misterioso e non il puro. Cieli di quiete e nuvole bianche sopra una casa avvolta in un 'oscurità notturna non possono che caricare il senso dell'opera di un connotato simbolico : la solitudine e l'ombra che incombono attorno all dimora sono sottolineati dalla luce di alcune stanze che si intravede dalle finestre.
Una silenziosa vita palpita in quegli ambienti oppure la casa è abbondata e le luci sono state dimenticate accese? Nascosta presenza o allucinata assenza? Il mistero genera il dubbio , il dubbio angoscia , l'angoscia ferma il cuore.Più chiaro , nella sua contaddittorietà , il senso di quella Sera terrena sotto un cielo diurno: l'indifferenza dei numi e dell'universo lascia alla loro notte il mondo degli uomini e la loro angosica , per quanto consolata dalla casa e da "fiochi "lumi artificiali.