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In quarta di copertina: In un hotel georgiano che si affaccia sulla distesa di ciottoli di Chesil beach, una coppia dimsposi si appresta a consumare la propria cena nuziale e la prima notte che seguirà. Ma il luogo è l'Inghilterra del conservatore Macmillan, l'anno è il 1962 pre-rivoluzione sessuale, e in due giovani tanto innamorati e brillanti nei rispettivi talenti, quanto ignoranti nelle questioni amorose, l'innocenza può trasformarsi in una zavorra rabbiosa e fatale.
"Da molto tempo ogni nuovo libro di Ian McEwan è un avvenimento. Ma questo Chelsi beach è più di un avvenimento: è un capolavoro"
(Times Literary Supplement)
Leggendo questo romanzo, ci si chiede quale sia stata la cultura dell'amore, delle passioni e delle loro evoluzioni interpersonali negli anni della pre-rivoluzione sessuale; primi anno '60. Certo, i più giovani hanno conoscenza di quegli anni attraverso racconti o letture e di queste si sono abbeverati spesso, senza opportuni approfondimenti lasciandosi andare o condurre dalle idee di chi quegli anni ha vissuti.
Questo capolavoro di McEwan consegna ai giovani d'oggi e a chi quegli anni ha vissuti, quelli che io chiamo "confusione ragionata", un paio d'ore di attenza riflessione per leggersi dentro. La rivoluzione sessuale aveva consegnato il "tutto" in maniera decisamente razionale. Non c'è stata una fermata intermedia.
Il romanzo Chelsi Beach, pone in evidenza e intende fare comprendere quanto i tempi, seppur diversi, abbiano una ragione in comune: la conoscenza. L'educazione sessuale ,in qualunque tempo si viva ,non può prescindere dalla famiglia, dal contesto sociale nel quale si vive e lavora o studia e i genitori - che siano colti o meno - debbono trovare il modo (un loro modo) per consegnare ai propri figli quel minimo di dottrina del corpo che mai deve o dovrebbe mancare.
Due giovani coetanei, quindi, di diversa estrazione sociale ma accomunati dallo stesso percorso formativo di studi, anche se in materie diverse, si conoscono quasi casualmente tanto che tra loro nasce quell'empatia speciale che li porta all'innamoramento e alla passione ma, questa, manifestata solo nei gesti, nei pensieri e mai consumata. Lei musicista e di famiglia alto borghese, lui giovane di modeste origini ma educato alla concretezza del vivere che sa essere maturato dal duro lavoro del padre che, nonostanze le poche risorse economiche gli chiede di istruirsi.
Nasce questo amore e la frequentazione non può che portare i due a sentire la necessità di un contatto fisico. Entrambi timidi, si cercano attraverso l'abbraccio e la consapevolezza che questi sono dettati da sentimenti forti, quasi parossistici e che per natura nulla hanno a che vedere con la razionalità di cui accennavo prima riguardo al periodo della contestazione pre-rivoluzione sessuale. Amore e passione non hanno mai nulla di razionale. Questa subentra dopo quando, scemata la passione si deve vivere anche intensamente ma razionalizzando il vivere che le esigenze ci impongono.
Presto sorge il primo conflitto non dichiarato ma compreso solo da lui che non fa nulla né dicendo né imponendosi. Lei comprende subito che per quanto lo ami il baciarlo le fa quasi ribrezzo e non dice nulla. Lui credendo fosse solo timidezza tace e si accontenta di questo "nulla". E così proseguono fino a che le rispettive famiglie, consce dell'amore dei due giovani acconsentono al matrimonio. Preparativi e tutto il resto sono di comune conoscenza per tutti i lettori.
Giunge il giorno delle nozze e, di conseguenza, la prima notte. Cena in un ottimo albergo in riva al mare, si guardano, si sorridono, si cercano con abbracci e carezze ed il desiderio di entrambi sembra palese anche se il timore li attanaglia pensando al dopo cena che giunge puntuale dopo alterne e gradevoli vicissitudini. Per quanto un po' meno di lei, entrambi sono completamente all'oscuro di questioni amorose.
Giunge il momento di andare in camera da letto e vivere la notte che tutti gli sposi attendono impazientemente, sopratutto nel caso loro dove la verginità è stata un punto di forza (dovuta a una mancata educazione ed informazione su ciò che un uomo e una donna debbono fare compiendo un atto sessuale) del loro vivere. Lei sente di volerlo e ragiona pensando che è suo dovere di sposa fare sesso (dovere!), lui intimidito si avvicina a lei che lo accoglie. La prima mossa di lui è tentare di baciarla ed abbracciarla ma, ben presto, si accorge quanto l'atto del baciare accostando le rispettive lingue sia per lei a dir poco disgustoso. Lui, per'altro sopprafatto dall'inesperienza e certezza che per lei tutto ciò che va oltre un abbraccio sia viscido e peccaminoso, consuma in pochi secondi un atto col quale non riesce neanche a farle perdere la verginità.
Consumati entrambi dall'avere constato un problema che va oltre il loro intendere, si rifuggiano in alberbo senza sapersi dare spiegazioni se non la certezza - per lei - che certe cose, per quanto avrebbe voluto poterle fare tanto grande era l'amore per il suo sposo, non coincidevano col suo modo di intendere l'amore. Le creano il voltastomaco al solo pensarci. Decidono dopo accuse vicendevoli, dovute solo alla rabbia e non al volersi colpevolizzare veramente, che è meglio tornare a casa.
Decidono che il matrimonio non può continuare e si lasciano... pur con grande amarezza. Trascorrono gli anni e lui, ormai quarant'enne e non avendo mai smesso di amarla come pure lei, si trova davanti ad una sala da concerto dove lei si esibisce. La nota e la vede straordinariamente felice e comprende che nessun amore per lei sarà mai più grande del violoncello e la musica. Arriva a pensare che avrebbe voluta averla accanto comunque anche senza un rapporto fisico; gli sarebbe bastato tutto l'amore che aveva e che mai era cessato quasi tormentandolo.
Difficile essere più sintetici per cercare di dare una spiegazione a questo romanzo di rara bellezza. La cosa o la morale che se ne trae è che quando le famiglie di tutto si interessano tranne che insegnare nel modo e nei tempi dovuti che cosa è la vita eil sesso, possono compiere disastri come quello capitato ai protagonisti del romanzo. Ian McEwan l'ha scritto - proprio nel terzo millennio - perché i giovani comprendano quanto poco o nulla si sia fatto in passato ma anche quanto poco si faccia oggi per insegnare ai giovani quanto importante e bello sia un rapporto se affrontato con responsabilità e consapevolezza. Si evince tra le righe, quanto fragile sia il limite che ancora oggi esiste tra la consapevolezza d un atto e il consumo di questo fine a se stesso.
Vincenzo Atzeni
Complimenti per la
Complimenti per la scelta.Lettura interessante,ottima la recenzione.
Aggiungo anche io...
Aggiungo anche io, ai complimenti di Guido, i miei per l'ottima recensione che hai svolto su un libro dal tema scottante e sempre attuale. Un libro che, vale davvero la pena di leggere, sul quale c'è parecchio da riflettere sperando che, anche la lettura riesca, in qualche modo, ad alleggerire le opinioni di teste abbastanza dure da scolpire. Molto bravo... Complimenti.
Caro Vincenzo hai svolto
Caro Vincenzo hai svolto un ottima recensione. Invoglia ad acquistare questo libro e leggerlo con grande intensità, vuoi per il tema sempre più attuale, vuoi per la sagacia con il quale ne parli. Complimenti...per me è un 10
Non mi arrendo...
indosso nuove ali
e ricomincio a volare