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Quando l'orizzonte s'incendia
e le calde mani del sole
mi accarezzano
il mio pensiero
gravita
in un oscura luminosità
in assenza di peso.
E'' metreorite
che si scontra
con corpi rotanti celesti
E' nebulosa
densa ed opaca.
E'costellazione
chiara
e splendida.
E' satellite
che sprofonda nel nulla.
*
Incantato e dubbioso
scruta e ricerca
il Punto
Inizio e Fine
dell'Universo.
Nel tempo degli dei
che si dissero falsi e bugiardi
andavano le donne
la notte prima degli imenei
a sparger voti e lacrime
al Santuario della Luna
per chiedere alla Dea madre
di celare allo sposo il dolo
di aver già amato l'Amore.
*
E quella si rivolgeva a loro
sempre propizia
mal tolerante delle nuove
per lei nefaste leggi
che imponendo velo
e castità all'Amore
davano all'uomo potere
e forza sulla donna
*
Ma questo accadeva nel tempo
degli dei falsi e bugiardi!
Ora non vanno più le donne
al Santuario della Luna
ma tu Amore lo stesso
sei giunto a noi mendico e scalzo
hai freddo e fame
imprigionati i piedi
e strisci in quel fango
che su di te riversa
chi in nome tuo
la mano muove
per profanar la donna.
........................
(riflettendo dopo un'interessante lettura !)
Poesia,metafora
della negatività
e del male di vivere
*
Ricerca ostinata
del "malchiuso portone"
del "girasole impazzito di luce".
Stordita dagli acuti profumi
della campagna siciliana
stamani
ho lasciato il mio corpo
trafitto dal sole
sulla spiaggia
e me ne sono andata
sotto l'albero dei fichi
accanto al ficodindia.
*
Ho attraversato
un orto abbandonato
e sono entrata
nel casolare retrostante.
*
Lì, tra quattro mura
scalcinate e spesse
investita da un barbaglio di luce
sapori ed odori che sanno d'antico
confusi linguaggi e storie
infinite sepolte dal tempo
hanno chiesto voce a me
impietrita da tanta violenza.
*
Cessa di scuotere la catena che ti lega
La libertà che cerchi
è forse aldilà
della pausa mortale.
*
Non sognare ad occhi aperti
in attesa che il giorno finisca
e la notte conceda riposo
agli affanni della vita di ieri.
Nella milonga
il cuore batte al ritmo
del tango e al gesto
della mano che conduce
al centro della pista dove
chiusi in coinvolgenti abbracci
in cerchio s'inseguono
dame e cavalieri
con sensuali adorni
e quasi in volo.
*
E se il corpo segue
i passi ad occhi chiusi
l'anima libra in alto
tra le stelle.
Mentre un gregge di lupi affamati
si divide il raccolto e la preda
sparpagliata nel campo assolato
la mia gente sta placida e quieta
Stringe a sè quel po' che le resta
e non cura se il vicino il suo perde.
*
L'afa rende ogni moto più tardo
e anche il mandorlo genera un fiore amaranto!
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(scritta in età adolescenziale)
Nei pensieri
sazi
di banalità,
finzioni
bugie
s’infrangono vane parole umane
***
Nella riva asciutta
rimangono
quali conchiglie
strappate alla vita.
***
Ascoltale attento!
Tra le alghe,
nella sabbia bagnata,
potresti versare
lacrime di gioia.
Nei giorni piovani
di boschivi ed alpestri sentieri
le umide zolle
ebbra respiro.
***
Arcane radici e innati fantasmi
i sensi stupiti
affaticano.
'82
Al cospetto del Mare
che temevo quand’ ero bambina
attendo nell’orizzonte
il sole tra le onde
quando l’ azzurro cambia
nel rosa perlaceo
e i bianchi calcarei
nei gialli dorati.
Nella magia dell’ora crepuscolare
par di veder Alfeo
sprofondare nella ritrosa fonte
e la nave dell’eroe
che osò sfidare l’ira degli Dei
e quella di colui che i Penati
trasportò dalla combusta Troia.
Tra i liquidi frammenti s’intravede
il luccichio del vello d’oro
e quello delle armi che
tanto dolore recarono ad Aiace.
***
A sera
al canto e al suono
delle sirene
la distesa marina si popola
di altri eroi, altri naufraghi.
Da lidi che non conosco
trasportano in ossidate vele
i lamenti
delle nuove sciagure umane.
****
Così, assetata d’Ambrosia
sospesa
tra l’umano e il divino
sto
al cospetto del mio Mare.
Cullata dalle onde
giaci nel fondale marino
dimenticata
Gelide mani
tra le onde e i ruderi
avviluppate
dalle alghe
accarezzano
corpi pietrificati
in gesti quotidiani.
Ciechi sguardi
muti quesiti
lanciano alla volta
senza addio
senza la pietosa mano
sugli occhi
senza l’ultima preghiera
Atlantide ti sei inabissata
Colta di sorpresa dall’onda anomala
Tra ceneri lapilli
come
Pompei
Tra il vortice del fungo atomico
come
Nagasaki
Yroschima
Tra il fuoco e il cemento
come
Le Torri
Sotto le bombe
come
Mostar
Non risorgere più Atlantide
Riposa in pace
Amen
Parole incrociate nelle viuzze
tra i vendesi delle case
trascinano passi
sull’asfalto imbrattato
da una pioggia indecisa.
*
Spatolate scure di vita
con disincanto
catturano nella tela
cavalli domati
rassegnati alla resa
e sagome umane
Impedite alla stretta.
*
Sullo sfondo dei manifesti
dipinti vissuti
rare pennellate di rosa
ma la vista improvvisa del Mare
fuori dai cortili e dai vicoli
sorprende
regala una pausa
ancora
un attimo di gioia
Celata radice
Emergendo dal fondo
Spezzasti
e privasti i teneri frutti
alle frondi vitali
***
Allo sguardo abbrumato
null’altro che cenere
avanza.
Nell’inestricabile groviglio
del suo incedere
e nella vanagloria delle sue illusioni
chiuso
non avverte la presenza di altri respiri
né giunge a maturazione
qual baco nel bozzolo.
Nella caverna in cui vive
non può scrutare
la vastità del Mare
e considera infinito
quel cerchio
che limita il suo cielo
Mentre immersa nell’aria profumata
contemplo serenamente
lo splendore della Sera
un’esplosione di stelle
improvvisa rimbomba
nella quiete notturna
Il Sole
disturbato nel sonno
fa capolino e
rivolge il suo incredulo sguardo
alla metallica Luna
e ai fuochi di stelle
che illuminano a giorno la volta
Tra il clamore
dei plausi e delle mani scroscianti
così tu ,Sirio , mi appari
nell’aula in festa
Aprile 2003
Grafemi e fonemi
coniugati a vocali
sillabe atone alternate alle toniche
s’intrecciano in frasi e discorsi.
Così le parole, dolci aspre e sottili...
Nell’aria onde sonore
spesso note stonate
Tracciati arbitrari su pagine bianche.
Non hanno colore né odore
Le dici amare alcune
ma non hanno sapore e calore.
Sfuggono al tatto
non puoi trattenerle
tra il pollice e l’indice
per valutarne la fibra...
Son piatte ,senza spessore
iconografie bizantine
Puoi solo vederle e udirle.
A volte sporcano i muri
per parlare d’Amore
a volte si elevano
a fendere silenzi
diurni e notturni.
Tu dici:ma son solo parole!
Però se lasciassero i segni
come lame e coltelli
potresti vedere allora
che ferite!
Hai detto oh Poeta!
Ma io non sono Poeta!
Se pur nell’acqua
cerco anch’io
qualche sparuta anguilla
e riesco a piangere
come un bambino
non sono Poeta!
Non sono Poeta perchè
nessuno ascolta Le Mille e una Notte
Altre storie si ascoltano
nelle Ore notturne quando
rossastre nubi
sulla Terra riversano
i lamenti dell’Uomo
che accarezza i Figli,
le Madri
le Spose
dilaniati al mercato!
Oh Poeta!
L’alato fanciullo altri dardi saetta
nel cuore dell’uomo!
I pastori non intonano più i loro canti
alla pallida Luna!
Nella Montagna i Giganti
hanno ucciso le Muse
e la triste Contessa
con la sua Compagnia
attendono sempre ghignanti !
Agosto 2004
Un pescatore
nel mare smarrito
invoca una fanciulla lontana
e alla luna d’argento.
eleva il suo canto:
“ Fanciulla lontana
son pescatore di baci
sono nel mare smarrito
fanciulla lontana
t’invoco e tu taci.
Perché non ritorni da me?”
Lei gli parlò dell’Amore
mentre una lenta campana
svaniva nel rosso tramonto
Torna
le dice il pescatore di baci
torna a sognare
l’incanto del mare.
Torna e dagli l’Amore
Sirena del mare
digli che sei tu la sua
Fata
diglielo quando
smarrito invocherà
alla luna d’argento
Te
fanciulla lontana
vicina al suo cuore
**********
(adattamento di uno testo musicale dimenticato in soffitta)
Riposte scarpette rosa,
nastrini e tulle colorati
di rossi tramonti africani
e di assolate lumie
armata
ti sei tuffata nelle nebbie del Nord
Ed io con te
per un po’ mi fermo
tu più donna
io più avanzata
con quei folletti e maghi
che ancora nei nostri sorrisi aleggiano.
Insieme a chi tanto ti amò
narrandoti di essi
oggi,
agitando le loro bacchette
applaudono con me
per te
Regina del mio Universo.
aprile\ 2002
A nulla vale
strappare alle antiche leggende
i magici veli
se ancora il metallico sguardo lunare
incanta i nostri bambini
e la vena dei Canti passati per loro
alla nostra si riunisce.
Le allettanti Illusioni
mutate le vesti
nei loro pensieri riaffiorano
Ancora esultanti
le stesse canzoni e
le favole belle
diranno.
‘82