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La volpe si gioca la fame
il cane la libertà
così certi amori svenduti
incollano l'ali alla pece di agi
e in sonno sorteggiano
incubi e voli liberatori
-Si può imprigionare il vento
che ruba pensieri proibiti
ma si perdono carezze di brezza
-Un anima fredda,in scaltrezza
a scudo di povertà e commozione
non può far germogliare poesia
in assenza d' umano calore
Oh! perciò donne
Robin Hood non può essere
Principe azzurro
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Da:Sorrisi Pignorati
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Su dune di pelle
s'arrampicano ricordi
precipitano nelle rughe,
-Tsunami agli occhi
affoga l'ultimo sorriso
appollaiato ai denti
palafitte d'anima
-Lampo un pensiero
sul tramonto
tumula l'unico amore
segreto
in sogno masticato
dal cuore
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Da:Sorrisi Pignorati
Amore,
sono scheletri
quelle bottiglie vuote,
a una a una hanno fatto
l'olocausto dei miei sogni
e la morte
pianterà altre vigne
sul mio cuore
per farti scegliere
due grappoli
come orecchini
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Da:Pietre e Utopie
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Cagne imparruccate
sovvertono leggi animali,
ribelli ai cicli di stagioni
ladre riempiono
in ogni occasione
carni con carni
e sguaiate ansimano
senza poesia
in stanze d’alberghi
ai piedi di crocifissi stravolti
-Non sono marchette
ma prove corporee
misura a tenuta
in miraggi di spenno
a macellai camuffati
dorati polli
-Donne moderne
senza arte nè parte,
col fuoco di ventre
covano nel cranio malizie,
moriranno avvelenate
di vanità in tele di rughe
divorate dal tempo ragno
-Distruggeranno ogni foto
truccata in splendore
a testimone di lembi di pelle
tentati piazzare mappe a tesori
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Da:Sorrisi Pignorati
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--Le gemme con più intuito si chiusero
e si finsero morte
--Un giovane biancospino forte della sua difesa
esternò il suo splendore in una primavera
che faticava e si vantò che i suoi avi
avevano ispirato amori e poeti
--Una capra con la lingua come un bisturi
lo spogliò
Io seduto a una distanza più o meno
come tra che pensa e chi spera
gli lanciai un sasso
e la capra con dipsetto si allontanò saltellando
--Mi accorsi che oltre all’assenza di grazia
nei movimenti
la sua coda era così corta da non coprirle il sesso
--Si innescò in me una riflessione
..è una punizione, un risparmio
o è colpa dell’evoluzione?
-agli scienziati la soluzione
-ai cattolici un giudizio morale
-ai bambini la curiosità
-alle donne l’indignazione?
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Da:Amori scaduti di un essere qualunque
LA CAPRA 2
--Nascosto tra i ceci maturi
con i giudei alle costole
fermi a carpir fruscio di fuga
Gesù scorse una capra curiosa
--Il Cinesa salutò
scettico l’uomo bianco
rallentò il passo
e rispose con ritardo
--Ci vedono tutti uguali
e il mio amore Svedese
non potrà mai veramente amarmi
in un abbraccio
vede tutta la Cina
e noi siamo in tanti
milioni di milioni
in una sola identità visiva
--Andò da un chirurgo
si fece allungare il naso
e due caverne sopra gli occhi
--Colorò i capelli color grano
..tornò dalla ragazza
e questa quando lo vide
...più che un finto Europeo
posso averne uno vero
perchè sei stato così malvagio
da cambiare ciò che io vedevo?
--Il Cinese tornò a casa
..figlio mio disse la madre
ti ebbi con infinita gioia
e tuo padre con orgoglio
a vantarsi della tua somiglianza
e tu ora fai di tutto per sembrare
un figlio della colpa
per noi e la tua terra
--Il Cinese si guardò allo specchio
e non si riconobe
capì che per il mondo
in mille posti
tra mille sbarchi
aveva perso la sua anima
--Signore fuori stagione
in riva al mare
si donano al sole
per qualche miracolo
di sguardo da catturare
--Sulle pagine infinite
il mare scrive con la schiuma
il tempo che fu di tutti
--Come fermagli gli ombrelloni
sulla pace sfuggita dalle mura di casa
e ritrovata tra gli imbrogli
di un mercato che vende
pensieri su misura
--Picchia il sole
per tenere a bada le anime
cosparse sugli involucri
con un calore che servirà
per il ritorno
--Con le tavole fatte
con i giorni già alle spalle
si ricostruisce il baule dei ricordi
--Settembre è già alle porte
e nel camerino dei dolori
davanti a uno specchio repulsivo
l’autunno prova i costumi
--I bimbi già ci pensano
il sorriso diventa più pesante
tra i dentini
tra poco dovranno essere istruiti
come perdere man mano
i giochi dell’infanzia
--Dietro una nuvola
dal colore sinistro
la morte mette strane croci
sui nomi del taccuino
--Con occhi diversi
scelsero entrambi di parlare di morte
chi con la pistola chi con la penna
..disse il primo fratello
io con l'arma tu con l'inchiostro
ne abbiamo stesa di gente
e a distanza di tempo ci sono
cadaveri che parlano ancora
chi nel cuore di mogli e parenti
chi nell'anima di ogni lettore
la differenza e che io sento il peso
di un grande dolore tu semplicemente
avverti le nebbie di fantasie
--Siamo entrambi due cani seguci
solo che uno ha azzannato per finta
mentre l'altro ha morso davvero
ubbidendo all'inferno sottraendo
ogni imputato al tribunale di Dio
raramente ma accade che dalla stessa
pianta magari di un peperone
ne nasca uno dolce uno forte
forse per una contaminazione
dell'impollinazione e a volte
ne fa spesa la pianta che dal
contadino riceve il taglio le ingiurie
così dalla stessa madre incolpevole
e additata ingiusta dal furore del popolo
perciò non vi è razza del bene e del male
ma semplici anomalie che in natura
si avverano..come noi due
In un rigido inverno due vecchi miseri
a tal punto che la povertà ipotecava ogni sogno
vicino a un barlume di fiamma allo stanco camino
ricordavano tempi migliori quando con la stessa disgrazia
nel lampo degli occhi brillava il desiderio d’aversi,
ora imbaccucati con stracci per rendere più benevole il freddo
e spaventapasseri gli spifferi che portavano odori di morte
si contemplavano sgomenti con la danza perversa dei denti
quando ad un tratto un lumino fioco al coperchio di cenere
si accese con colore d’azzurro di cielo più terso
e non con l’usuale rosso di fiamma che tanto somiglia
avamposto d’inferno dei poveri,
d’incanto una specie di angelo apparve
con soavi musiche accompagnò le parole
..vengo apposta per voi a donarvi veritiero
l’appago di tre vostri desideri stazionanti da anni alle gole
..oh! dite e sarò lieto di vedervi sorridere
..Ah! disse il vecchio..vorrei un asino e alleviare
il dolore di schiema per trasportare
le zucche unici frutti che nascono nell’arida terra
-Virgola di sottile filo
in avanzo a dita di mano
al tremolìo d'età
che insegue cruna d'ago
di tanto in tanto
una macchina sale le curve
fino a un selciato liscio
che la porge sorpresa alla piazza
custodita da due bar
ove fuori ai tavolini
bontemponi ammalati di sbadigli
si giocano la noia
intervallata da qualche pausa
annunciata da rumor?o di tacchi
di baldanzosa donzella
subito trafitta da sguardi
e tesa a ricomporre scioltezze
esser refrattaria a sussurri
carichi arroventati
d'abitudini sofferenti
--Il lamento di una campana
volta a scrollarsi l'ossido del tempo
fa da gong a fermare gli aperitivi
tra lo sfumacchiare in vortice
dei comignoli che corteggiano in delizie
narici secche
a sorreggere la punta dei nasi
a un sogno
--Nel ripasso delle idee
cullate da un pisolino
si fa ponte il pomeriggio
allo spettacolo serale
fuori conto di repliche
--Il freddo trovava
cattivo alloggio nei polmoni
e scontento si dileguava
in rumore di tosse
dalla bocca di rosa della
venditrice di palloncini
con le rosse mascelle
ove il sangue pagava
il conto al gelo di pelle
liscia sui vent'anni
assemblati nelle battaglie di vita
--Era bella la ragazza
come se ogni pittore in stato di grazia
avesse dato a un particolare
una pennellata del talento migliore
e uno nell'emozione tardò il ritiro di mano
e vi lasciò un fossetto sul mento
--Con le facce color creta
con gli occhi lucidati
dalla polvere
implorano
pregano
bestemmiano
mentre i fulmini
luci di un artificio
gratuito
accompagnano
una grandine
grande come sassi
ad uso di monelli
per dispetti
-Il passero
sotto la grondaia
canta con melodie
insolite
..il grano già pronto
al raccolto
ghigliottinato
frantumato
si smarrisce
nei campi
e lui felice
...lo troverà
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Da:Soste Precarie
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--E' bello passeggiare
d'autunno
in certi cimiteri
che sembrano immensi alberghi
con tanti letti all'aperto
con coperte di erba
di foglie
di marmo
--Fanno tenerezza
i cipressi
con quel tentativo
di offrirsi imponenti
come scala verso il cielo
--Il sonno eterno
è di pace
e non irrompe il suono
di nessuna svaglia
--I morti hanno lasciato
i loro orologi ai vivi
a loro non fanno più effetto
le lancette del tempo
--Poi è bello ascoltare
le loro voci
fatte solo di scritte
e silenzi da interpretare
--Si fa sera
si accappona la pelle
si sentono grosse mani gelide
sulle spalle
e il rumore forte dei respiri
--Si torna a casa a pensare
i morti innocui fanno paura
e noi continuiamo a sentirci
più sicuri tra i coltelli
dei vivi
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Da:Parole fredde
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-Stanco vecchio con passo forzato con la coda presa in giro dalle mosche con gli occhi torvi coperti dal sottile velo dell'addio prossimo il bue in silenzio supplicava le fatiche sotto un aratro che scorticava un arida terra |
--Fu rimpiazzato
--Provai grande dolore
quando lo caricarono
--Ci guardò con perdono
capì che non l'avevamo tradito
si rese conto e fu contento
di andare al macello
per ridurre seppur fi poco
la nostra miseria
--Io bambino sussurrai
quando avrò i soldi
in tuo onore
porterò
solo scarpe di gomma
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Da:Poesie cilatrone
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-Una vita fatta di numeri numeri che avevano divorato la sua fantasia |
-Ogni evasione gli sembrava un errore
-Aveva un unico diversivo
che spesso si trasformava in senso di colpa
il sabato mattina andava a pesca
-Ma anche quì c'erano i numeri
numeri di pesci sfuggiti,abboccati
peso specifico,calcolo di probabilità
-Lo chiamavano il Ragionier Cipolla
per quel velo che si formava sui capelli
unti da uno strano intruglio
di un antica ricetta
inoltre aveva un viso tondo e liscio
proprio come una cipolla
-Una mattina d'un autunno di nebbia
mentre lanciava l'amo
si impigliò ad un ramo all'indietro
e con i piedi nel fiume scivolò
mentre i pesci curiosi gli danzavano intorno
-Non fu mai più ritrovato anche perchè il mare
non era molto lontano
Mano sinistra aperta a ombrello
a ruotare come a dire
gira e rigira tutto qua sotto deve passare
poi con entrambe si lisciò la pancia
ed allargò ad ali le tozze braccia
simbolo di decollo da situazione stagnante
-Un sermone evaso alla storia da difendere
a render sonnolenti le coscienze
poco dopo sbadiglianti e quando allo specifico,
queste in sincronie di assensi molli con teste afflitte
recuperate a pochi centimetri dall'urtar di banco
-Svolazzar di fogli allertavano dormiveglia,
tesi, presunta vittima e carnefice non capivano
da che parte stava l'aleggiante corvo
quando come onda anomala partì l'arringa
e la tensione tagliò l'aria rarefatta
-Farfuglianti sproloqui misti a numeri
furono drammi a testimoni sudati e senza filo d'eventi
alchè il Giudice implorò sintesi e minacciò sospensioni
-Inveì l'agricoltore Tululupa contro il confinante Cacciafieno
costui millantatore sta coprendo uno stupro
la mia maiala vittima d'indecenza del suo montone
-Matacena sferzante afferrò una bibbia unta
--In tribunale il Cancelliere Tegola
con la testa nel vortice di un amore perso
scrisse arrosto invece che arresto
e per quel giorno la giustizia andò in fumo
--Come in fumo il sogno di quella figura
adattata e fatta vagare troppe volte
nelle stanze,nel suo letto in sogni in piena luce
spesso consumati nell'abbraccio di un cuscino unto
nel rumore di una frase strozzata tra denti incauti
--Quella vita costruita su misura
e fatta passare per l'inchiostro di una penna
e adagiata sopra un foglio mai spedito
--Quell'amore circondato da un sorriso
mai diretto...per paura
quel suo cuore vagabondo e razionale
depositato tante volte in una rosa
mai donata per orgoglio
--Lo chiamavano il Cancelliere Tegola
per quella mano portata troppo spesso
a taglio inclinato sulla fronte
per far cadere in basso i suoi pensieri indegni
Per caso o per far fede al suo nuovo nome
lo trovarono appeso sotto una grondaia
stavolta sopra la fronte...una tegola vera
--Nella ripetizione dei gesti
mai distanti dall'anima
traccia sulla lavagna
il futuro degli increduli
bimbi sbigottiti
dal nuovo sapere
--Tra essi c'è n'è uno più triste
silenzioso parla solo col pollice
che gira tra i nuovi dentini
angusti alla luce
e non sa riconoscere che invece
il dolore gli giunge dal suo
piccolo cuore
--La maestra è sgomenta
per quel pargolo intruso alla mente
aggirando ogni ragione
e le barriere nel ripetersi dentro
...imparzialità...imparzialità..
ormai quei monelli hanno un nido
nella sua anima e tra essi
c'è n'è uno al ritardo del volo
che ha bisogno di un amore più caldo
--La maestra tornerà a casa
è anch'essa una figlia
con un padre partito e una madre
che veglia l'infelicità della sua eterna fanciulla
per un amore arrangiato che stenta il decollo
nella vita che spesso insegna
senza avere abbastanza
imparato con le esperienze la propria
--Questa mamma di tutti
che morirà in modo banale
--Li chiamano poeti
sono operai
che fabbricano lamenti
li chiamano poeti
appendono parole
al sottile filo
del destino
impastano dolori
per un pane amaro
a una società
che ha sete di potere
sono vele al vento
che hanno perso il mare
impigliate
nelle ombre dell’anima
--Li chiamano poeti
per una gara
a sputar dolori
più distanti
soavi
con meno rumore
--Li chiamano poeti
custodi
cantori
degli archivi dei vomiti
pieni di cuori
che si fermarono
per le fatiche
dell’inseguire
un’accoppiamento
fatto passare
per abbellire
le bestialità
per
......amore.............
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Da: Silenzi che hanno parlato al vento-www.santhers.com
note:Linguaggio sperimentale-veloce
Aeroporti di sogni zavorrati
bancarelle di cianfrusaglie
-Vendono di tutto
oltre all'anima
medaglie di cartone
divise da Generale
fruste sadomaso
galli banderuole ai tetti
indice d'umori indefiniti,
clave di vecchi orologi al sole
percussori di minuti a cacciarli
dal tempo despota d’acquirenti
-Cacciaviti e pinze a basso costo
spezzati a rimuovere disastri
di socialismo puro
-Sono mercanti improvvisati
senz’anima collaudata al baro
e con lungimiranze stremate
a fare soste nel vuoto d'ideali
-Vagando per l'Europa
vendono cimeli di catene
all'oblìo di storia
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Da:Sorrisi Pignorati
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