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Cominciò tutto
dove finì la voglia di procedere,
quando morì il bambino e nacque il vecchio
ed il massimo brio
per scacciare la noia
s'inerpicava ad inseguirne altra
Per certi suoni
dalle periferie di giorni morti
si riesce ancora
a riservare udienza
Di malavoglia
passa il piede indietro
a posarsi su stracci
di raccolto
Si solleva anche l'aria
per darti mossa facile
e dagli oceani
arrivano le Voci
a sbendare il sentire
che nascondi
Si distinguono netti
fastosità e splendori
che controllano gli anni
minuto per minuto
sul frontespizio della vera croce
come studio accurato
d'un parassita che si ubica sul tigre
simulando vittoria
nella lotta all'immane
Ma la vita è Maestra
Vorrei toccarti anch'io quella figura
sospesa all'energia di un gioco infante,
ti sento attraversarmi, tu puoi farlo:
mi frequenti la carne più sottile
che l'occhio di sostegno non adocchia
T'avessi udito ieri, avrei compreso
che sotto un certo vizzo era il perbene
T'avessi visto un moto di mascella
Pizzicava le corde
di un mandolino torrido
tentando di sedersi sull'estate
che invece le scorreva sulla pelle
come carezza lieve
e frettolosa insieme
Finivano le sere sotto le lunazioni
Cessava l'incantesimo
dell'oblio sotto il ghigno
Il sole andò lontano
Su quelle goffe sete
è stampato un Pierrot coi suoi frattali
e sopra i tacchi, cammina il tuo distrutto
che si vuol dar potenza a tutti i costi
Me l'hanno riso e pianto
i denti di chi volle raccontarti...
Le mani che hanno preso un flut di bianco
con bollicine tinte di angostura,
le labbra che bagnate di quel nettare
Sfioro il tuo volto
e prelevo un campione
del tuo sorriso
Sarà il muro maestro
nei miei giorni oscurati
Usurpar l'esercizio del reale
tra effetti multiformi d'impressione/espressione
Sotto quel caminetto, muri di pan pepato
fanno da testimoni
Prestami il tuo aquilone
solo per tre minuti
piccolo passeggero dei tuoi sogni
e prova a non sorrider di stupore...
Tu sei grande oramai!
- sorrido anch'io, pensando i tuoi pensieri -
Sposterò questa spiaggia sotto il mio lento correre
tenendo forte il filo
di un manrovescio agli anni
Lascerò che nel cielo
Su lettiere di sassi
s'accomoda il vagare
di giorni sottosopra,
pellegrini
troppo stanchi e incendiati
fievolmente animati
E ricerchi anche tu
la tua colonna...
Ma quanto è lungo il giro
per chi non teme andare
nell'ignoto?
Quanto?
Per chi si aggrappa ai bordi
i bordi non s'afferrano,
Per quanta neve ancora
s'inoltreranno i geli di una vita?
Si apriranno due graffe
a contenere un tiepido ristoro
forse un piccolo geco
resterà immobile
a fissar coi suoi occhi
ciò che rimane fuori dalla vampa
Flotte di angeli
non poseranno fiori sui cartoni
di corpi rattrappiti
sopra e sotto di essi
Dal vangelo secondo Kavafis
Volgete il mento in alto
per il passo quieto
i fianchi inattaccabili
e per groppe protette
Ciclopi e Lestrigoni
vi azzanneranno solo
se sentiranno olezzi di terrore
Abbiate garze agli occhi
ed alle orecchie
Itaca è assai distante
ma è terra che v'aspetta
Muorimi movimento
solo quando
non saprò più distinguere
questo da quel concerto
quando il piombo del dire
si erigerà a tacere
e l'ingombro materico
non mi farà paura
Queste quattr'ossa sappiano
sollevarsi al di sotto
o affossarsi al di sopra
dei precetti
Perché m'addita l'indice
Ti ho trovato
Senza cercarti troppo
Ti ho conosciuto
Pur senza indagarti
Ti ho predicato
Senza nominarti
Ti vedo ogni momento
In ciò che mi circonda
Ti amo come me stessa
Ma senza più sentimento
Di raggiante euforia
Né di tormento
E' con piacere che presento la video poesia "Tramonto d'una vita inutile"
Un messaggio d'amore in forma di poesia. Emozioni infinite sulla riva del cuore.
Presente in questo sito da ben 36 settimane ha guadagnato-per assiduità e simpatia- un punteggio fedeltà di 2561 punti.
Cristina D.