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E' bello pensare tu
sia foglia,ramo,frutto
unico equilibrio
dello stesso albero e
allo stesso tempo
sole di maggio,sbattito di ciglia,
sabbia,miraggio....
e' bello pensarti calice e cristallo,
fragile e forte,luna piena e
acqua piovana nel buio
sopra i cancelli in ferro,
terra molle.
Poi profumo ed essenza,
mellifluita' nel giorno
incanto nella sera e musica,
musa,orchestra,violini ed
orchestrali allo stesso istante.
Armonia del pensiero,futuro,
quello che c'era e quello che sara'.
e' bello pensare
a tutto cio' che esiste
a tutto cio' che mi circonda.
Ancora.
Che ci sei.
bluesax
In ogni angolo
in ogni luogo
che la mente insegue
tu mi sostieni.
E' il mare
che regge il cielo
l'eterno lo spazio.
Arriverò.
Fino ai sentieri
che portano al tuo sorriso
fino alle insenature
dei tuoi occhi
fino alla strada
che trapassa i tuoi sogni.
Oltre ai coriandoli
fiori di luce
a guardia
della tua bellezza.
bluesax
E' nell'attesa
che la luce
supplisce.
In controvento
muto l'amore
dipinge il tuo quadro.
Spiegate le ali
ai miei occhi
socchiusi
è l'ora del sole
che baci la spiga.
bluesax
Nella palude
che tutta m'attornia
distinguo bene
il tuo cinguettio
il tuo richiamo.
Non sarà la mano
che oggi mi porgi
ma i tuoi passi si
se saranno profondi
ci salveranno
dove nulla ci aspetta.
bluesax
E' bello in un primissimo
mattino d'agosto
fissare l'orizzonte dalla spiaggia
e dall'acqua limpida e tersa
vederti sorgere
-sole in controluce-
come in un cantico
dagli abissi della tua meraviglia.
M'appari così bella come tu sei
con la pelle carezzata dal vento
ornata dal mare
i capelli pettinati dal sale.
E' guardandoti ammaliante
come l'ultima delle sirene
che mi riscopro
l'ultimo dei viventi.
L'incantato spettatore
della tua abissale bellezza.
bluesax
Il cielo e il mare
sono oggi due puntini d'azzurro
che si riflettono
nello specchio cangiante
delle tue pupille.
Appese ci stanno le nuvole bianche,
barchette colorate,
l'alba di smalto
e segni d'arpa.
Della luce ne sei il segreto
dell'infinito il battito.
Un'arcobaleno in bilico
nel grembo dei miei desideri.
Ecco il tuo volto
UNICO
....quello dell'amore.
bluesax
Non so da dove il tuo sorriso m'arrivi
nè da dove la tua passione provenga.
Ma l'incedere tuo elegante
sfiorando i miei equilibri
lambisce le mie labbra
e divora le mie carni
bruciandole in un rogo
di fiamme e di dolcezza.
I tuoi prementi passi
trapassanti il gelo
sprofondano con forza
dentro me
attraversando le mie bianche coltri.
Le tue orme ora poggiate sul mondo
lasciano sul cuore
evidenti le tracce
della tua bellezza.
Indelebili.
Così io t'amo.
Signora della neve.
E sarà lì al confine dei nostri inganni
dopo aver giro vagato fra gli uomini
e fra gli eventi,
seduto al tavolino di un bar
in riva al mare
nella spiaggia delle dune,
con un panama bianco
a ripararmi la testa fragile
e gli occhi cerchiati
dalle rughe del tempo
che ti fisserò una volta ancora
e una volta ancora vedrò solo te
mio amore.
Bella come non mai
mi siederai di fronte
con i tuoi lunghi capelli
non più smossi dal vento
ma carezze immobili
legate in bianchi filari dagli anni
e m'accennerai un timido sorriso
con le tue labbra,
amarene socchiuse
Chissà che fine avrà fatto
la bambina carina
dalle codette lunghe e bionde
che col grembiulino rosa
stava seduta tre banchi
più avanti
alla mia destra.
I miei occhi di bimbo
la incorniciavano.
Sarà mamma? Sarà suora?
Oppure morta?
E' un dividendo
di probabilità.
E io?
Nessuna probabilità
in ogni caso per lei
morto lo ero già
da allora.
Nel caldo afoso
della stanza
un odore acre
si mischia fortemente
a un profumo
di donna.
Nella penombra
uno specchio
dove la tua immagine
...scivola
come la mia.
Inutile far finta
di niente
qualcosa s'è perso.
Seduta sulla riva dei tuoi pensieri
assorta non ascolti
il lento scorrere dell'acqua
nè t'accorgi del profumo
che ti circonda
o dei bianchi gigli
....i tuoi preferiti....
Le fragranze degli orzi
e delle spighe di grano
non indorano d'estate
il tuo campo
oggi arida distesa
di sterpi e di bruciato.
Nei tuoi occhi
color di bosco
non albe di chiaro vestite
ma tramonti dal buio mantello
a farti compagnia.
Quelle lacrime di umido dolore
sono però perle
dai tuoi fondali spenti
sono gocciole che attraversano
le tue emozioni
fino ad illuminarti il viso
fino a trasformarlo in canto....
....Malinconica bellezza.
Al mesto rintocco delle campane
l'albicocca è caduta da un pezzo.
Inutile ora al declivio
del giorno
recuperarne il nocciolo,
non c'è più succo
manca la polpa.
Anche l'ormai stanco albero
che la dipingeva,
coi suoi sfogliati rami
manda oscuri presagi
ai suoi occhi già annebbiati,
ai suoi sensi già provati
che in processione
e a mani giunte
condannano le sue carni
alla crocifissione
con gli acuminati
chiodi della solitudine.
Genuflesso alla lapide
del tempo
rinchiusi stanno
i suoi sorrisi spenti.
Fuori una lacrima
scivola su quel nocciolo
...eterna l'albicocca
fiorisce in un bacio...
Lasciatemi rotolare
sull'erba bagnata del campo
lasciate che la pioggia
mi baci le labbra
e disseti il mio corpo.
Poi con le mani nude
lasciate che io scavi
nella terra umida
e che con le unghie rotte
la rivolti
come con la forza
del vomere
alla ricerca delle mie radici
nascoste
di ciò che mi appartiene.
Quel muoversi libero
del lombrico molle.
(bluesax)
Evoluzione del mondo
e delle sue specie,
del sistema solare
e delle pietre
fra i muri scrostati
delle case.
Evoluzione dell'autunno
e di tutte le cose,
della realtà:
evoluzione della malattia
precoce
nei piccoli bimbi
del Gaslini.
Disperazione
debilitazione
abbattimento
macerie.
L'evoluzione chiude
il cerchio
e scivola
in un dirupo
tra fiori e morte.
Sarei voluto entrare dentro te,
dentro quel cuore,
dentro al tuo cuore,
penetrarlo di luce in profondita',
possederlo,
come l'aurora possiede il buio.
Pioverci dentro e come la pioggia
penetra la terra
possederlo di vita,
nevicarci sopra e come la neve
ricopre l'erba
smaltarlo di bianco.
Rianimarlo.
Avrei voluto trasformare
le mie vene in aghi,trafiggerlo
per mille volte e mille volte ancora
per rendergli l'ossigeno dell'amore
cosi' vitale.
Ma il tuo cuore,
quel cuore,giace immobile.
Spento.
Disabitato gia'da tempo e' come
un vecchio castello abbandonato
popolato solamente da ritratti di vecchi cortigiani,
streghe,fantasmi, che in sequenza ordinata
agitano le tue notti.
Lui non s'apre a me come un'ostrica
libera la sua perla.
E' chiuso.
Perso.
Nei suoi sentieri di morte.
Tu sei così...
senza aggettivi.
Già oltre la magia
dei fiori,
passato da un pezzo
il confine del mare,
valicato il profumo
del vento,
te ne stai seduta
sui colori
inventandone,se possibile,
l'ennesimo per me.
Tu sei così
senza aggettivi
...di un gusto superiore.
Non sono vita che scorre
quelle gocce che la flebo distilla
ma un ticchettio muto
che incessante
aggrappa alle vene
una parvenza.
Il presente è un lembo di luce
ormai platonico,
è un'arroganza di mosche nere
annidata nell'anfratto
del cuore.
Il futuro è una sciabolata
feroce sul tronco,
l'esplosione di una vita
nel diametro ceduto
del cervello.
Anche Dio dimenticando
bimbi ed angeli
disegna crepe evidenti
sugli affreschi colorati
delle chiese
dove l'incenso troverà conforto
o forse pace.
Non c'è più lotta nè tempo
la vita ha perso il passo
e nell'ultimo guado
l'ultimo grido di dolore
ricerca il lume negli eterni
e nella morte ormai
unica speranza.
Fili di seta tesi
i giochi di piccoli
acrobati
sulla vita.
Sono spilli dagli inviolabili
segreti
i dolori di quelle cadute
senza rete.
Le mamme recise
cattedrali di pianto
sgranano inutili rosari,
non bevono piu' alla terra
ma,immobili,
restano in un equilibrio
morente,
col capo chino davanti
al nulla
e ai fiori sui fiori
nei sassi.
Questa mattina era
freddo il giorno,
insistente il sole
scaldava il mio corpo.
Dentro una luce lontana,
il tuo bacio sul cuore.
Avrei voluto stare lì
vicino a te,
sbucciarti una mela,
porgertela.
Un gesto semplice...
La sensazione
di baciarti il cuore...
Così...un pensiero
fra tanti...
Per te.
Sbarrati gli occhi
e' un ardere di dolore,
un fragore di vetri rotti,
quel fulmine sulla collina
che in altri giorni
avresti chiamato amore.
Il futuro e' una
piccola feritoia
colata a picco sul presente,
conficcato nelle crepe
dell'orizzonte
dagli appuntiti spigoli
della speranza.
Nel diluvio universale
persi tramonti e fili d'orzo
restano scempi
di carni sbranate
trafitte da piume
di nero cristallo
e profumi di rose sulfuree.
Poi la solitudine
e le tue mani sudicie
che sconfitte
carezzano sassi.