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AI MIEI NONNI
Ditemi
che cosa si respira ora
dietro i gelidi graniti
fra i drappi di raso
dentro le bare consunte.
Datemi
un contatto ancora
con le vostre spoglie
con quel che foste
sul suolo terreno
Ditemi:
anche per voi
è' gelida l'aria di novembre
se pur dorate fiammelle
danzano fra i lucidi sassi?
Donatemi
i voi un'istantanea ancora:
tra i rami del tuo pioppo
tutto tace, nonno;
illuminato dalla tua ombra
l'orizzonte mostra i tuoi passi;
Sciacqua i panni il fiume
sulle tue spalle, nonna;
Stagioni
ubriache
di bellezza,
incantate
da concerti
di rugiade
in delirio,
rivendicate
dalla memoria
dei nostri
anni
che pretendono
gratificazioni
di colore
per non invecchiare
Amo
il fiore delle rocce
che respira
combattendo
ogni giorno
le pietre asfissianti.
Amo
la rondine intrepida
che non migra
estraendo
il riso del sole
da pozzi di ghiaccio.
Amo
l' impudica lacrima
che ama
esalando
le secrezioni pure
dell'anima squarciata
Amo
il vento contrario
che solleva
ansimando
i pavidi aquiloni
nel volo più ardito
Grida infuriato
il vento
che giunge dal mare
inchiodando
salsedine di morte
contro i muri indifesi
dell'inverno.
Diranno che i giorni
denudano i ricordi
e violentano i rimpianti.
Diranno che le rughe
di un sogno sbagliato
stordiscono la vita
e che tutto è solo
questione di tempo,
ma non è vero.
E' facile mentire
per i ciechi di cuore.
Ma delfini inquieti
dissacreranno
l'ironia del male
degli agnelli bianchi
dai denti ruffiani.
Ascolterò
l'infinito eterno
planare senza rimorsi:
Aprirò
i framenti
di questo mio cuore
così provvisori
su mani senz'armi
e affiderò
ogni brandello
di sentimento
alla brezza ambasciatrice
prima che rovinino
a terra, cremati.
Metteranno a fuoco
i destinatari iniqui
infiltrandosi
come pulviscolo
nei solchi oftalmici
importunando le iridi
che saranno forzate
a leggerli, per tutelarsi.
Pochi intenderanno
Molti non capteranno,
qualcuno ricucirà i lembi
ed il mio cuore pulserà ancora
Questa possibilità
di amarci
di averci
di perderci
nello sguardo compiaciuto
della vita,
TU
l'hai demolita
Ricordati amore
che l'uragano
dei resoconti
non avverte
quando violenta
i nostri miraggi.
Ora
Non frantumare di me
l'adolescenza
degli occhi
e il colore morbido
dei sogni.
E' un addio
coraggioso e debole
il mio,
è un salutarti
Straziata da antichi vermi
nel cui cuore
l'amore non impera,
comincio a sciogliere
la mia falsa freddezza
in quel pianto stanco
tenuto in catene
nel carcere
della tua anima,
per vedere riflesso
nello specchio
un volto conosciuto
Tu
sei come
la pioggia
che cade
aggrappandosi
ai vetri,
nel chiarore
d'un attimo
invitante,
imprevedibile
inatteso
nella notte
che sopraggiunge
col patetico
disappunto
del giorno
sciupato
dall'acqua
Nella penombra
così malinconica e rapita
voglio sentire
il dolore della pioggia.
Allontanatevi voci allucinanti
di una sofferenza che m'appartiene.
Questo cielo
ha il diritto di piangere,
t'affoga il cuore
t'inumidisce gli occhi
ti "abulica" il pensiero.
Chissà in quale pozzanghera
s'è tuffato a sognare!
Vorrei lasciarmi trasportare
inerme
nella trasparenza di ogni goccia,
meraviglioso, magico oblio.
Questa pioggia mi ha sorpreso
negandomi il profumo del sole.
Non voglio aspettare la sua luce:
mi impongo di ascoltare
il pianto musicale
Sensazioni
senza sbadigli
folle di gatti randagi
hanno cantato
canzoni d'amore
per me
questa notte.
Frenesie
senza revisioni
sciami di grilli selvatici
hanno improvvisato
acrobazie di passione
per me
questa notte
Sussulti
senza sosta
prismi caleidoscopici
hanno spalancato
i miei occhi socchiusi
per me
questa notte,
affinché il mio risveglio
annegasse nel tuo volto
e, gocciolando,
Caro Guido, oggi ti ho visto per l'ultima volta, almeno su questa terra; avevi un'espressione serena di chi finalmente ha raggiunto la quiete; lo stesso viso, lo stesso fisico di quando eri ragazzino... Che sensazione ho provato: per un momento mi sono sentita sollevare e proiettare in un tempo lontano , in uno spazio ben noto: la nostra classe. Io ero seduta al mio posto abituale e tu ti sei avvicinato prendendomi in giro , perché quella mattina era comparsa a scuola con i capelli neri!
Poi sono ritornata al presente:ti ho guardato di nuovo e non ho più notato alcuna espressione sul tuo viso disteso; tutto ciò che rimaneva di te, nella piccola cappella, era l'involucro che durante la vita terrena ha rivestito la tua essenza..
Tu eri già oltre, sopra le nubi di neve che coprivano il cielo e che ogni tanto lasciavano cadere qualche fiocco; forse proprio tu, da quella nuvola, ci guardavi ed eri contento, notando che nessuno si è dimenticato di te.
Caro Guido, oggi ti ho visto per l'ultima volta, almeno su questa terra; avevi un'espressione serena di chi finalmente ha raggiunto la quiete; lo stesso viso, lo stesso fisico di quando eri ragazzino... Che sensazione ho provato: per un momento mi sono sentita sollevare e proiettare in un tempo lontano , in uno spazio ben noto: la nostra classe. Io ero seduta al mio posto abituale e tu ti sei avvicinato prendendomi in giro , perché quella mattina era comparsa a scuola con i capelli neri!
Poi sono ritornata al presente:ti ho guardato di nuovo e non ho più notato alcuna espressione sul tuo viso disteso; tutto ciò che rimaneva di te, nella piccola cappella, era l'involucro che durante la vita terrena ha rivestito la tua essenza..
Tu eri già oltre, sopra le nubi di neve che coprivano il cielo e che ogni tanto lasciavano cadere qualche fiocco; forse proprio tu, da quella nuvola, ci guardavi ed eri contento, notando che nessuno si è dimenticato di te.
Nostalgia
di note strade
dove incontrai la tua voce
il sapore
dei tuoi propositi
più caldi
protetti dalle stagioni
corteggiati
nella casa del sole
seduta
sul fianco
di una collina premurosa
che attendeva i privilegi dell'estate.
Nostalgia
di un amore caparbio
di sere avide
di porzioni d'affetto
nel ritorno
del tuo sguardo
atteso
ai margini di una possibilità
seducente.
Non venire
con raggi clandestini
che ingannano la sera;
non venire
con nuvole in esilio
che schiaffeggiano
il firmamento.
Non venire
con fiabe meditate
che eludono
il vero.
Non venire
con virus assassini
che decapitano
anime.
Non venire
se il tuo amore per me
è l' avanzo
d'un pasto copioso.
Non venire
con stanchezze embrionali
di ieri, di oggi
di sempre.
Non venire
con le tue frasi mute
che pilotano
verità.
Ho lavato quest'anima
con acqua distillata
per non rovinarne
il tessuto morbido.
Solo per te
perché tu vedessi
ciò che nessuno
ha potuto vedere mai
Perché tu
Mi spogliassi
delle mie paure
per vestirmi di te
Poi ho spento le stelle
ed ho cancellato
con la gomma
questo cielo
troppo stretto per noi.
Mi sono assopita
ebbra di troppo male
ed ho sognato di vivere ancora...
Un fremito di zefiro
ha issato le mie palpebre
sulla zattera dell'ardore
e le mie iridi affrante
hanno ripreso la rotta
nelle rapide dell'essenza;
un seme di sole come timone
una canzone come àncora
E' tempo di rinascita,
e' tempo di risveglio
e' tempo di una nuova corsa...
Scaglio le mie scarpe
contro la ruggine del fiato
e i miei piedi ad ogni passo
lasciano impronte di sangue,
ma non mi fermo, avanzo
sempre più celermente
Ho
bruciato
essenze evaporabili
baleni irrazionali
e stramazzando
per assurdo
su frammenti d'amore
ho capito
di esistere
Ricordami
come ultimo silenzio
come una primavera
mai morta
nel delirio di un amore.
Preferisco
andarmene
con i miei giorni
puliti.
Ho incontrato
le tue arene
di sale
ho conosciuto
il tuo mare
incosciente
dove
ancora oggi
nuoto
straniera
per non
incontrarti
nel mio pensiero
incontaminato
Quando sono
d'innanzi a te
dimentico
che si deve
respirare
per vivere
due secondi
di gioia
...E ora
che
mi assenti
sono
già trascorsa
come una favola
d'inverno
raccontata
troppo
in fretta
nell'interspazio
del tuo orologio
convulso.